Videosorveglianza e biometria nella Pubblica Amministrazione: cosa dice la Legge sulla Privacy

Fonte: Lumi4Innovation

La presenza di telecamere di videosorveglianza e di sistemi di controllo accessi biometrico all’interno di tutte le amministrazioni dello Stato – compresi Ministeri, Università, uffici di Regioni, Province e Comuni, Camere di Commercio, Aziende Sanitarie Locali e agenzie fiscali – è consentita, ma deve essere motivata da specifiche esigenze, in accordo con la normativa Privacy.

Quali sono le esigenze che legittimano l’adozione di tali dispositivi? Riguardo alle telecamere di videosorveglianza, in linea con le modifiche apportate nel 2015 dal Jobs Act, lo Statuto dei Lavoratori consente l’utilizzo di dispositivi per il videocontrollo dei lavoratori solo ed esclusivamente per “esigenze organizzativo-produttive, per la sicurezza sul lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale”. Il Garante della Privacy, vieta tassativamente la videosorveglianza professionale allo scopo di controllare il lavoro e i comportamenti dei dipendenti.

Per quanto concerne, invece, le tecnologie di tipo biometrico per controllare gli accessi dei locali della Pubblica Amministrazione o per rilevare la presenza dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, dunque, in sostituzione del classico badge per timbrare, il GDPR – General Data Protection Regulation, all’art. 9, par. 1, vieta il trattamento dei dati biometrici, fatte salve alcune eccezioni. Ma andiamo per gradi. Continua a leggere