Valutazione del singolo lavoratore nella bacheca aziendale: il Garante dice no!

tratto da dirittodell’informatica

Il provvedimento del Garante nasce in risposta ad una segnalazione posta in essere dai soci di una cooperativa nei confronti della società stessa. I lavoratori infatti, lamentavano di una prassi adottata dalla società consistente nella periodica affissione nella bacheca aziendale di un prospetto contenente l’elenco dei vari lavoratori con l’indicazione di un giudizio positivo o negativo su di essi in relazione al raggiungimento di determinati obiettivi. Oltre a ciò, l’elenco conteneva anche le eventuali contestazioni disciplinari a carico dei lavoratori nonché alcune dichiarazioni relative ai loro comportamenti.

In questo elenco, per non lasciare dubbi sull’identità, ognuno veniva individuato specificamente mediante iniziale del nome, cognome e fotografia. Non solo, per rendere più esplicito il giudizio della società nei confronti del lavoratore, a fianco al nominativo di ciascuno di essi veniva posizionata una “faccina” in stile Emoticons volta a rendere più immediata la percezione del tenore della valutazione.

La cooperativa in questione, per tentare di chiarire preliminarmente la propria posizione, ha evidenziato che il sistema adottato è un sistema volto a realizzare un concorso a premi per i soci lavoratori. Il concorso, avente natura obbligatoria, comportava il pagamento di una somma mensile addebitata direttamente in busta paga. All’attribuzione di un punteggio negativo, poi, seguiva un addebito economico nella prima busta paga disponibile. Il fine era quello di incentivare i soci lavoratori a dare il loro meglio per accrescere l’immagine aziendale offrendo un premio in denaro per i primi tre classificati. Ancora, secondo la società, i soci lavoratori venivano informati di tale concorso obbligatorio al momento del loro ingresso nella cooperativa e questi lo accettavano sottoscrivendo l’accordo contrattuale.

La società, in risposta a rilievi sostanziati dai lavoratori, ha precisato che non sono mai stati assegnati punteggi negativi in caso di assenza dal lavoro per malattia. Ipotesi che, dunque, deve essere tenuta ben distinta da quella di una assenza ingiustificata del lavoratore che invece certamente avrebbe potuto portare all’attribuzione di un punteggio negativo.

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