Trasformazione digitale, “Serve una spinta gentile, per uscire dall’impasse”

tratto da Agenda Digitale

Distribuire i vantaggi dell’innovazione tra tutti gli stakeholder e lasciare spazio all’iniziativa privata, abbandonando quello che potrebbe essere definito un dirigismo “sterile” per passare a un “incentivo gentile”.

Così si potrebbe promuovere l’innovazione in quel complesso Paese che è l’Italia. Un Paese che si trova in fondo a tutte le classifiche sulla digitalizzazione e dove tante sono le paure, le resistenze, le lobby che operano per frenare, limitare o comunque complicare ogni tentativo di innovare.

Innovazione che, per altro, la macchina pubblica è spesso incapace di promuovere.

Come venirne fuori? Vediamo di seguito perché non servono mega azioni pubbliche o faraonici progetti top-down, quanto rimuovere gli ostacoli e introdurre elementi abilitanti affinché l’innovazione risulti conveniente a chi la adotta e disincentivi gli altri, promuovendo una distribuzione dei benefici tra tutti gli “stakeholders” a partire da quelle imprese che più soffrono i traumi di questa fase di progressiva digitalizzazione.

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