Tecnimont truffata, la mail del capo era falsa: persi 17 milioni di dollari

tratto da Corriere.it

Una semplice mail proveniente in apparenza dal proprio superiore che ordina un bonifico, banalmente artefatta con una lettera in più o in meno nell’indirizzo, e tuttavia presa sul serio: talmente sul serio che così quasi 17 milioni di dollari di una multinazionale italiana, colosso dell’impiantistica quotato alla Borsa di Milano, in due «stangate» si sono volatilizzati in un attimo in mezzo mondo.

In un gruppo da 3,5 miliardi di euro di fatturato e 5.500 dipendenti in 40 Paesi, qualcuno si sostituisce e scrive dall’apparente posta elettronica dell’amministratore delegato di Tecnimont spa. Che il 13 novembre 2018 sembra appunto scrivere al suo capo azienda in India che sia in arrivo una grandissima acquisizione da trattare nella massima riservatezza, che per concluderla occorrano tre bonifici all’estero per 18,6 milioni di dollari, e che dell’affare non si debba parlare con nessuno tranne che con la mail privata e il telefono fisso di un avvocato di Ginevra, «Luigi Corradi». Sono le istruzioni che il capo azienda di Tecnimont in India esegue, interloquendo con il fittizio legale svizzero dal quale riceve le coordinate dei bonifici da eseguire in Cina.

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