Social network: legge applicabile e responsabilità degli utenti

I Garanti UE tornano sulla spinosa questione del trattamento dati personali nei Social Network chiarendo, anzitutto che si, la normativa europea è applicabile anche a Facebook, nonostante server e trattamenti localizzati negli Stati Uniti, e che si, gli utenti devono chiedere il consenso ai rispettivi interessati prima di mettere in circolazione loro dati personali.

Tutto questo era già comunque presente nel Codice privacy e, per la precisione, nell’art. 5 del Dlgs 196/2003, Oggetto ed ambito di applicazione (del codice privacy):

Comma 2: Il presente codice si applica anche al trattamento di dati personali effettuato da chiunque è stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all’Unione europea e impiega, per il trattamento, strumenti situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici, salvo che essi siano utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell’Unione europea. In caso di applicazione del presente codice, il titolare del trattamento designa un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato ai fini dell’applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali.

Comma 3: Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.

Ma andiamo a vedere più da vicino l’intervento dei Garanti europei (http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2009/wp163_en.pdf):

In primo luogo, si chiarisce, per l’appunto, che i gestori di tali piattaforme, anche quelle gestite da Paesi extra-Ue, sono soggetti alle disposizioni della direttiva europea sulla protezione dei dati (e, quindi, delle leggi nazionali in materia), nella misura in cui il funzionamento dei social network richiede l’utilizzo di “strumenti” situati fisicamente sul territorio dell’Ue (Art.5, comma 2 Dlgs196/2003).

In secondo luogo, i Garanti chiedono che i gestori dei social network rispettino una serie di obblighi:

  • avvertire gli utenti sulla necessità di ottenere il consenso informato dell’utente prima di permettere a terzi di accedere ai dati contenuti nel suo profilo;
  • cancellare i dati personali contenuti nei profili-utente che siano disattivati (fatta salva la loro conservazione, in casi specifici, per contrastare comportamenti illeciti);
  • mettere a disposizione strumenti facili e immediati per consentire agli utenti l’esercizio dei diritti previsti dalla normativa (accesso, rettifica, cancellazione), come ad esempio un unico “sportello reclami” raggiungibile da tutti i Paesi;
  • dare la possibilità agli utenti di navigare e utilizzare i servizi anche attraverso pseudonimi;
  • adottare idonee misure di sicurezza (tecniche ed organizzative), anche con riguardo ai rischi di spam;
  • è necessario, inoltre, che i gestori di social network forniscano, per default, una configurazione in grado di escludere la possibilità che motori di ricerca esterni indicizzino le informazioni contenute nel profilo-utente;
  • va fornita, infine, un’informativa completa sulla natura del servizio e sui possibili rischi: quello di una informazione facilmente comprensibile dagli utenti è infatti uno degli aspetti cruciali sui quali sensibilizzare gestori di social network.

I Garanti europei si sono poi preoccupati di mettere in luce anche le specifiche responsabilità che sono in capo agli utenti di social network, prima fra tutte quella di chiedere il consenso delle persone i cui dati siano fatti circolare, soprattutto se il numero di contatti e “amici” è particolarmente elevato (Art.5, comma 3 Dlgs196/2003).

Un capitolo a sé è dedicato ai minori.Il parere ricorda l’obbligo di adottare particolari cautele in questo ambito, soprattutto per i problemi connessi alla verifica del consenso prestato da soggetti minorenni. Occorre una strategia multi-livello che comprenda educazione all’uso, sviluppo di tecnologie di protezione, promozione dell’autoregolamentazione da parte dei gestori di social network, interventi normativi per scoraggiare e sanzionare le violazioni di legge.