Sicurezza dello smart working: i consigli per non esporsi a rischi cyber facilmente evitabili

Fonte: Cybesecurity360

Il modo in cui ci rendiamo conto del rischio è spesso illogico e imprevedibile e questo è ancor più vero quando si parla di sicurezza dello smart working.

Ad esempio, come fa notare anche il noto opinion leader Bill Mew, nell’era del lavoro agile (o telelavoro, come forse sarebbe più corretto chiamarlo) che ha aperto un nuovo vettore di attacco per i cyber criminali, “nessuno lascerebbe mai la propria connessione cloud o il proprio laptop sprovvisto di una password o di altra forma di protezione, ma quasi sempre le organizzazioni lasciano che siano gli uffici acquisti a procurare i dispositivi IoT e altri oggetti di uso comune, quali le chiavi di memoria USB. La conseguenza piuttosto ovvia di ciò è che vengono scelti sempre i dispositivi più economici, scartando quelli che costerebbero un po’ di più, ma offrirebbero vantaggi preziosi come la crittografia”.

È dunque lecito porsi alcune domande. Non prestare la dovuta attenzione ai rischi (e nel caso specifico dei rischi cyber) è una componente della natura umana e della nostra società? È una tendenza che si applica anche alla cultura d’impresa?

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