Rousseau, la privacy sempre più cruciale per tutti i partiti: anche la politica è (ormai) data driven

tratto da Agenda Digitale

Dal provvedimento, emerge una maggiore chiarezza su chi siano i titolari del trattamento di dati di Rousseau (elemento di rilievo politico). Nel testo delle motivazioni, l’Autorità riscontra, peraltro, un obiettivo e avanzato percorso di miglioramento nella protezione dei dati personali da parte della piattaforma. Lo spirito, nell’affrontare i controlli e le misure da adottare, da entrambe le parti, sembrerebbe trasparire collaborativo, da quanto si legge; la sanzione pecuniaria è bassa ed equivale al costo di una consulenza specialistica, dopotutto; l’analisi e le raccomandazioni sono specificate con trasparenza e comprensibilità da parte del Garante.

Il provvedimento in questione merita dunque di essere studiato nel dettaglio, non solo dagli avvocati dei dati o dagli esperti di cybersecurity: esso contiene valutazioni, prescrizioni e raccomandazioni di sicura utilità per prepararsi ad una politica sempre più digitale e data-driven.

Quanto agli attacchi al M5S, essi evidentemente rientrano nella fisiologica dialettica politica, ma non dovrebbero trasformarsi in urla da stadio scandalizzate: pare naturale che il M5S sia stato il primo a sperimentare questo percorso, avendo basato sulle tecnologie buona parte delle sue “strumentazioni” attivistiche. Migliorerà, non c’è da dubitarne, e ora sa in cosa e come farlo. Piuttosto, adesso probabilmente sarà il turno di un analogo “accompagnamento”alla conformità anche dei sistemi di elaborazione di dati personali di tutti gli altri movimenti e partiti politici. C’è, forse, qualcuno che crede che i partiti – nel 2019 – non trattino massivamente dati dei loro utenti, simpatizzanti, iscritti ed elettori, attuali e potenziali, e che questo tipo di “dominio” riguardi solo il M5S?

Morale della favola (e senso di questo episodio, che ha generato scintille tra opposte visioni): anche la politica, come il resto dell’universo mondo, si sta “datificando” e questo farà del Garante per la protezione dei dati personali, ogni giorno di più, un’authority rilevantissima per la democrazia, così come per l’economia ed il progresso. I Membri del Garante dovrebbero essere – a maggior ragione in futuro – indipendenti, competenti, qualificati e non politici, proprio per neutralizzare sul nascere qualsiasi dubbio di imparzialità o di conflitto d’interessi.

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