Riconoscimento facciale, ecco i nodi giuridici di una tecnologia “pericolosa”

Fonte: AgendaDigitale

Le questioni legate alle tecniche algoritmiche di riconoscimento facciale investono profili giuridici (diritti individuali e GDPR contrapposti a valori economici), etici ed economici di portata internazionale. E in più toccano direttamente i nostri diritti fondamentali: ecco perché da più parti – associazioni per i diritti civili, comunità, esperti – si chiede una moratoria su queste tecnologie, come riportato dal recente AI Now 2019 report. Del tipo: sospendiamone l’adozione – che intanto galoppa da parte di città, aeroporti… – finché non ne abbiamo colto a fondo le implicazioni.

Forse tra tutte le tecnologie connesse all’intelligenza artificiale, quella del riconoscimento facciale è la più contestata (insieme a quella gemella per il riconoscimento delle emozioni), per la combinazione di due motivi: è tecnologia ad alto rischio falsi positivi (innocenti scambiati per criminali per errore) ed evoca con forza scenari da società della sorveglianza.

Ma da dove partire per un nuovo scenario normativo a riguardo, per evitare che il dibattito sul tema sia dettato solo dall’umore del momento e dalle reazioni agli ultimi scandali? Continua a leggere