Riconoscimento facciale anche nelle scuole: ecco com’è usato e i problemi di privacy

Fonte: AgendaDigitale

Mentre l’Unione europea si prepara per una regolamentazione complessiva delle tecnologie di riconoscimento facciale e diverse importanti città Usa – San Francisco, Oakland, Somerville (Massachusetts) – si schierano a favore del divieto del loro utilizzo, fa discutere la scelta di alcune scuole, negli Usa soprattutto ma non solo, di utilizzare sistemi di facial recognition per la sicurezza degli alunni.

Ultima in ordine di tempo, la Lockport High School a New York – otto istituti scolastici, frequentati da circa 4500 studenti – ha annunciato di voler usare le telecamere CCTV già presenti unitamente alla suite software Aegis creata da SN Technologies, con sede in Canada.

Stando alla policy dell’Istituto scolastico, “le telecamere di sicurezza sono collocate solo in aree pubbliche o comuni, come ingressi di edifici, vano scale, corridoi, mense, parcheggi, auditorium, palestre o campi da gioco e non in aree private come spogliatoi, bagni o altre aree simili in cui il Distretto riconosce che le persone hanno una ragionevole aspettativa di privacy o aule”.

Un sistema, quindi, altamente invasivo poiché non limitato all’ingresso dell’istituto, ma, classi escluse, attivo in tutto l’edificio ed in grado di “riconoscere i volti degli individui a cui è proibito l’accesso alle scuole di Lockport, i molestatori sessuali, gli studenti sospesi, i membri dello staff e chiunque sia ritenuto pericoloso, così da allertare le autorità se scoperti all’interno delle strutture scolastiche. Il sistema è anche in grado di riconoscere le armi”. Continua a leggere