Privacy, libertà d’espressione e diritto di cronaca: dopo il GDPR, quali equilibri

tratto da Agenda Digitale

Il bilanciamento degli interessi relativi al trattamento dei dati personali e all’attività giornalistica e dell’espressione accademica, artistica e letteraria è compito assai arduo. Se ne occupa l’art. 85 del GDPR in attesa di un nuovo regolamento UE che allinei la normativa che regolamenta l’attività giornalistica nella UE.

Il diritto alla protezione dei dati personali non è un diritto assoluto, ma va applicato tenendo conto e bilanciando gli altri diritti in gioco. Tra questi, ad esempio, figurano il diritto alla libertà di espressione e di informazione e il diritto di cronaca.

A questo proposito, l’Art. 85 del GDPR – rubricando queste fattispecie come specifiche situazioni – prevede esenzioni o deroghe a favore dell’attività giornalistica, ma anche a favore dell’espressione accademica, artistica e letteraria.

Perciò tali attività sono normalmente svincolate da alcuni limiti posti a tutela del trattamento dei dati personali. Le norme derogatorie previste si applicano a chiunque eserciti la libertà di manifestazione del pensiero (diritto tutelato come abbiamo visto dall’Art. 21 della Costituzione italiana) anche attraverso espressioni artistiche e letterarie, con gli adattamenti del caso.

Consapevoli della complessità e della vastità della materia ci limiteremo a parlarne, di seguito, “in punta di diritto”.

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