Privacy, avvocati e informative: la trasparenza al tempo dei BIG DATA

Fonte: Altalex

Il Decreto Legislativo 101/2018, di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Data Protection (GDPR 2016/679) si è portata via, abrogandola, la norma che disponeva l’esonero generale ed astratto dalla informativa per gli avvocati che raccolgono dati presso terzi nell’ambito e a causa di attività collegate all’attività difensiva o di rappresentanza in giudizio od in procedure di Adr.

In altre parole questo significa che, in linea generale, gli avvocati sono tenuti a fornire le informative ai terzi, salvo appellarsi alla norma che permette l’esonero “qualora i dati personali debbano rimanere riservati conformemente a un obbligo di segreto professionale disciplinato dal diritto dell’Unione o degli Stati membri, compreso un obbligo di segretezza previsto per legge”.

“Si tratta di un appiglio, ma in assenza di un esonero generale e astratto gli avvocati- qualora chiamati a rispondere di un eventuale mancata informativa ai terzi- dovranno dimostrare di aver agito secondo accountability e fornendo elementi specifici su ogni caso concreto”, ha spiegato Luca Bolognini, presidente dell’Istituto per la privacy, intervenendo qualche giorno fa al convegno “Trasparanza, Gdpr, Legal design”, organizzato dalla commissione privacy del Consiglio dell’Ordine di Roma, in collaborazione con il gruppo Legal Hackers di Roma.

A circa due anni dall’entrata in vigore piena del regolamento sulla protezione dei dati personali (GDPR), sono ancora tanti i risvolti che devono essere approfonditi anche perché, come è emerso al convegno, non ci sono ancora pronunce giurisprudenziali a livello comunitario, ma al momento solo approfondimenti in dottrina e linee guida dell’Europea Data Protection Board e del Garante europeo della protezione dei dati. Continua a leggere