OneSeal alla relazione annuale del Garante

di Dario Antares Fumagalli, Senior Privacy Legal Specialist di OneSeal.

Ieri mattina le sale di rappresentanza della Camera dei Deputati hanno ospitato la discussione della Relazione annuale al Parlamento del Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. L’occasione, resa ancor più solenne dall’imminenza della chiusura di mandato per l’intero collegio (19 giugno), è stata occasione per individuare le problematiche più spinose sul tavolo ed indicare quale strada sia opportuno seguire nel rispondere alle istanze emergenti. OneSeal era presente, per ascoltare dal vivo le riflessioni dei componenti dell’Autorità Garante e cogliere spunti utili per l’elaborazione di strategie efficaci da proporre ai propri clienti, in piena coerenza con gli orientamenti dell’organo in capo al quale grava l’onere di declinare concretamente i principi affermati dal legislatore europeo e nazionale.

Tutte le riflessioni proposte ruotano attorno alla presa di coscienza che la rivoluzione dell’ecosistema digitale che sta investendo la quotidianità di ogni cittadino (e di ogni impresa) ha dato un vigoroso slancio alla trasformazione di quello che, in principio, veniva considerato “solo” un diritto individuale, in una priorità collettiva strettamente interconnessa alla tenuta dell’ordinamento democratico ed al presidio della sicurezza nazionale. Quello dei trattamenti dei dati, infatti, assume ogni giorno di più la natura di teatro principale del bilanciamento tra sicurezza e libertà che è fondamento del patto sociale tra stato e cittadini. Ciò vale in prospettiva geopolitica e culturale, che la Relazione non tralascia nel sottolineare come l’acquisizione di vantaggio competitivo in materia di raccolta ed analisi dei dati sia alla base dell’acceso confronto commerciale accesosi negli ultimi mesi tra Cina e USA. Vale anche, tuttavia, in proporzioni ridotte laddove si tratti, ad esempio, di valutare il corretto bilanciamento di diritti ed esigenze in materia di diritto del lavoro e di controllo datoriale dei lavoratori. Ciò a maggior ragione in un mondo in cui si moltiplicano le occasioni di utilizzo di smart device volti alla raccolta di dati ed al controllo algoritmico dei lavoratori (vedi riders, così come accaduto per i lavoratori di Amazon).

Il valore economico dei dati, ricorda il Garante, sta producendo un nuovo “sottoproletariato digitale”, che svende porzioni piccole o grandi della propria libertà in cambio di servizi solo apparentemente gratuiti. In questo senso, avverte il Garante, l’idea, da molti proposta, di redistribuire gli utili generati dai big tech ai singoli interessati appare fuorviante. Infatti, pur lodevoli nelle intenzioni di riequilibrare i rapporti, simili proposte ricalcano una logica di monetizzazione dei dati personali (e, dunque, dei diritti) dalla quale il Presidente Soro ammonisce, onde evitare di generare un modello di civiltà percorso da innumerevoli forme di “schiavitù volontaria”.

La discussione della Relazione, di sicuro interesse, tocca tutti i temi di ampio respiro e lascia, presumibilmente, al collegio che si insedierà il compito di seguire la via tracciata affondando ancor più le mani nel tessuto produttivo e nella quotidianità di cittadini e imprese, al fine di svolgere un ruolo di interprete e controllore che si configura come cruciale per la tenuta democratica del Paese e per la libertà del mercato. Gli operatori, come i professionisti di OneSeal, non possono che accogliere le sfide delineate dal Garante, fare proprie le linee adottate dalle Autorità di controllo e dal Legislatore, per tradurre le previsioni normative, i Provvedimenti e le pronunce giurisprudenziali in soluzioni concrete per tutelare le imprese dai rischi di mancata compliance e renderle consapevoli di come sia possibile mutare in opportunità una disciplina fondamentale per il presidio dei diritti fondamentali della persona nonché per la tenuta democratica dell’Ordinamento e della conservazione della sicurezza nazionale. Passa anche dall’operato quotidiano delle piccole e medie imprese, degli studi professionali e di coloro che li affiancano, la possibilità di centrare l’obiettivo di far prevalere gli straordinari vantaggi della tecnologia sulle altrettanto notevoli minacce che, se mal governata, la stessa tecnologia può proiettare sui singoli e sulla collettività.