La privacy nel secondo anno di Gdpr: tutte le sfide per il nuovo Collegio del Garante

tratto da AgendaDigitale

Ad un anno dalla piena vigenza del GDPR (scattato oggi 25 maggio 2019) è forte la tentazione per molti di fare un primo bilancio e di delineare le prospettive per il futuro della protezione dei dati personali. Neanch’io ovviamente voglio esimermi, ma nel farlo non intendo limitarmi a commentare numeri e tabelle di un anno di GDPR. Cercherò, infatti, di fornire anche una traccia, dal punto di vista del mercato e da quello mio personale, per il Parlamento che sarà a breve chiamato a scegliere i componenti del nuovo Collegio del Garante per la protezione dei dati personali.

Vorrei, inoltre offrire qualche modesto spunto anche ai quattro fortunati che saranno scelti da Camera e Senato a ricoprire – per sette anni – una carica già retta negli ultimi ventidue anni da policy makers, uomini e donne del calibro di Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Augusta Iannini, Mauro Paissan, Giuseppe Chiaravalloti, Giovanna Bianchi Clerici, Ugo De Siervo, Franco Pizzetti, Antonello Soro, per citarne alcuni.

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