Il trasferimento di dati personali verso Paesi terzi o organizzazioni internazionali

tratto da Iusinitinere

L’aspetto del trasferimento di dati personali oltre frontiera ha da tempo risalente rappresentato un “nodo” discusso da legislatori e stakeholders in quanto coinvolge problematiche giuridiche non indifferenti.

Il trasferimento dei dati personali comporta oggi, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi l’emigrazione di nuclei “in formato interoperabile”[di informazioni – talvolta anche intime – trasmessi verso realtà nazionali od organizzative differenti da quella in cui viviamo, che hanno avuto, hanno o possono ancora avere concezioni sulla tutela del dato personale alcune volte più “flessibili”, altre volte del tutto antitetiche rispetto a quelle garantite dalla nostra Costituzione e dal nostro ordinamento.

A tutto questo, nel costante divenire dell’evoluzione tecnologica e dei processi di dataficationin corso d’opera per ogni settore[, va aggiunto, fra le criticità che il fenomeno suscita, l’imponente e massiccio uso delle tecnologie di cloud computing, che attraverso il principio di “ridondanza” dei dati verso server collocati spessissimo fuori non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa, stimolano interrogativi sui livelli di protezione che una tale tecnologia può offrire alle informazioni collocate sulle piattaforme che offrono agli utenti un tale servizio.

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