Il team di Alexa di Amazon potrebbe accedere agli indirizzi dei loro utenti

tratto da Bloomberg

Il team di Amazon che si occupa del controllo del dispositivo di Alexa ha accesso alla geolocalizzazione dei dispositivi e può in alcuni casi facilmente accedere ad indirizzi di casa; lo rivelano indiscrezioni di cinque dipendenti dello stesso team.

Il team che lavora su Alexa, sparso in tre continenti, trascrive, annota e analizza una porzione delle registrazioni vocali registrate da Alexa: l’esistenza del programma era stata rivelata il mese scorso, sempre da Bloomberg, ed è nato con l’obbiettivo di migliorare la rispondenza ai comandi dell’assistente domestico di Amazon.

Non esiste però nessuna indicazione che i dipendenti di Amazon abbiano attivamente perseguito il fine di tracciamento delle localizzazioni dei singoli utenti, due dei membri del team di Alexa si sono preoccupati per il fatto che Amazon stesse garantendo l’accesso a dati di localizzazione su vasta scala ai propri dipendenti, dati che renderebbero facile l’identificazione del singolo cliente.

I dati relativi alla cronologia dei luoghi sono molto più sensibili di altre categorie di dati: Linsday Barrett della Georgetown Law and Communications technology Clinic dichiara che “ogni qualvolta qualcuno sta registrando dove siamo, questo comporta che tale informazione potrebbe far sì che qualcuno potrebbe trovarti in un luogo dove non vuoi essere trovato”. Un vasto accesso ai dati di geolocalizzazione degli utenti di Alexa costituirebbero un “severo allarme”.

Amazon non ha tardato a rispondere: “i dipendenti non hanno accesso ad informazioni che possano identificare persone fisiche nel corso di questo flusso di lavoro. L’accesso agli strumenti interni è estremamente controllato ed è garantito solo ad un ristretto numero di addetti che hanno ricevuto una formazione specifica che gli permetta di migliorare questo servizio, facendo in modo che i dati elaborati siano il minor numero possibile. Le nostre policy proibiscono severamente l’uso dei dati dei nostri clienti da parte dei nostri dipendenti in un modo che non sia funzionale al lavoro, e noi operiamo un regime di tolleranza zero nei confronti degli abusi al nostro sistema. I nostri dipendenti sono regolarmente controllati attraverso strumenti interni che possano limitare maggiormente l’accesso a grandi moli di dati.”

I lavoratori che si occupano di Alexa sono divisi in team che si trovano tra Boston, la Romania e l’India. Alcuni di loro hanno in carico l’analisi delle registrazioni dell’uso di Alexa da parte degli utenti. Queste registrazioni hanno in sé anche informazioni riguardanti i device dove sono state catturate e quindi, la maggior parte delle informazioni, incluso l’ID e il numero di identificazione del cliente, possono essere facilmente ricollegabili ad un singolo utente. Ad ogni modo, Amazon raccoglie anche dati riguardanti le richieste che Alexa può soddisfare in modo da ottimizzare l’esperienza utente; ad esempio, suggerendo un ristorante locale.

In una dimostrazione vista da Bloomberg, un membro del team di Amazon ha incollato le coordinate dell’utente, registrate nel sistema come latitudine e longitudine, su Google Maps: in meno di un minuto, il dipendente era passato da una registrazione di un comando dato ad Alexa all’immagine della casa e il corrispettivo indirizzo di dove si trovasse esattamente il dispositivo.

Non è chiaro quante siano le persone ad avere accesso a queste informazioni: alcuni dipendenti sostengono che fino a poco tempo fa, tutti i membri dell’Alex Data Service erano in grado di utilizzare il software.

In generale, Amazon raccoglie molti dati già di default: recentemente l’azienda ha iniziato ad usare l’indirizzo di spedizione associato ad un account come il luogo predefinito di Echo.

Ma la geolocalizzazione non è tutto: alcuni lavoratori, chiamati “annotators” e “verifiers” hanno accesso ad una dashboard dove si possono trovare facilmente tutti i contatti inseriti in un singolo dispositivo. Dopo aver selezionato l’ID del device, i lavoratori possono accedere alle specifiche dell’inserimento dei singoli contatti tramite il dispositivo, oltre che alla sua collocazione temporale: numeri di telefono, nomi e cognomi, e-mail, ulteriori indirizzi. Questo tipo di dati si trova nel sistema gestito da Amazon per permetterci di dire: “Alexa, invia un messaggio a Laura”: i revisori umani della macchina possono sapere esattamente chi è Laura. Un dipendente di Amazon ha riportato che, in confronto all’anno scorso, ora alcune cifre dei numeri di telefono inserite nei contatti vengono oscurate da un software.

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