Il diritto alla portabilità dei dati: ecco come interpretarlo e applicarlo a norma GDPR

Fonte: CyberSecurity360

L’art. 20 del GDPR si occupa di definire le basi del diritto alla portabilità dei dati, uno dei diritti di cui più si è discusso dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE.

Sostanzialmente, la norma prevede che “l’interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento cui li ha forniti”.

In tale primo comma la norma contiene, in realtà, due diritti quasi distinti e non necessariamente conseguenti. Continua a leggere