Il coronavirus può uccidere anche i diritti fondamentali: i rischi

Fonte: AgendaDigitale

La situazione di straordinaria emergenza sanitaria che stiamo vivendo non sta solo stravolgendo la nostra quotidianità e il nostro modo di lavorare, ma purtroppo rischia di incidere in modo irreversibile sul rispetto di alcuni diritti fondamentali e sembra mettere in grave discussione alcuni altrettanto basilari principi costituzionali.

Tale strisciante – e solo per certi versi, giustificabile – erosione riguarda, in modo particolare, il diritto alla protezione dei dati personali, previsto dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e dall’articolo 16 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), oggi disciplinato dal GDPR (Reg. 2016/679/EU – General Data Protection Regulation) e nel nostro ordinamento dal D.lgs. n. 196/2003 e che quindi oggi costituisce un diritto fondamentale dell’individuo, tutelato dall’art. 2 della nostra Costituzione.

Sebbene sia lo stesso GDPR a precisare che tale diritto fondamentale non sia una prerogativa assoluta, ma vada considerato alla luce della sua funzione sociale e vada così contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità (considerando n. 4), non si può non guardare con preoccupazione alle notizie che si rincorrono in questi giorni, relative ad esempio alla discussa mappatura degli spostamenti per contrastare la diffusione del Covid-19, attraverso l’analisi dei dati generati dalle reti di telecomunicazioni[1]. Continua a leggere