I sistemi di riconoscimento facciale finiscono in tribunale

tratto da IlSussidiario

I sistemi di riconoscimento facciale hanno già sollevato diverse perplessità. Ora, per la prima volta, è proprio l’uso di questa tecnica di intelligenza artificiale che trascina la polizia di Cardiff in tribunale. A intentare una causa per violazione dei dati personali e limitazione del diritto alla privacy è Ed Bridges, un trentenne impiegato statale residente nel Galles del Sud, che dichiara che l’essere stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza in una zona commerciale della città nel dicembre 2017 e l’anno successivo durante un corteo contro le armi sia lesivo dei suoi diritti civili.

Come avviene per le centinaia di migliaia di frequentatori dei luoghi pubblici della città portuale dove dal 2015 è attivo un sistema automatico di riconoscimento facciale AFR Automated Facial Recognition, una volta catturata l’immagine del volto, questa viene messa a confronto con il database delle foto segnaletiche di persone ricercate, scomparse o comunque attenzionate dalla forza pubblica. Con i sistemi più recenti e sofisticati si riesce a riconoscere una persona anche se questa ha il viso ruotato, o comunque non in visione frontale. In Inghilterra grazie a una capillare rete di telecamere di sorveglianza i volti registrati e sottoponibili al confronto con immagini raccolte per strada sono già 20 milioni. Di fatto una parte preponderante della popolazione britannica è identificabile mentre va in giro.

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