Gli spiragli del GDPR per il marketing

Fonte: AccademiaItalianaPrivacy

Il GDPR ha posto seri e rigorosi limiti ad ogni forma di marketing e pubblicità non espressamente autorizzati dall’interessato che, così, dovrebbe vedere drasticamente ridurre il numero di mail, messaggi e telefonate con le quali un’azienda si premura di portarlo a conoscenza di sconti, offerte, promozioni, nuove campagne e così via.

Tuttavia al Considerando 47, il regolamento europeo sembra voler offrire uno spiraglio alle aziende. La norma, infatti, all’ultima riga, espressamente prevede che “può essere considerato legittimo interesse trattare dati personali per finalità di marketing diretto.” Si tratta in estrema sintesi del corollario dell’intero capo nel quale, con linguaggio a dire il vero abbastanza contorto, viene concessa una maggiore libertà per gli operatori commerciali per offrire nuovi prodotti o servizi alla loro clientela quando questa possa “ragionevolmente attendersi” che venga eseguita una forma di trattamento dei dati. Continua a leggere