GDPR VS big G: il caso del CNIL

Il CNIL (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés, il corrispettivo del nostro Garante Privacy) ha sanzionato Google 50 milioni di euro a fine gennaio per mancata osservanza dei principi di trasparenza sulle finalità del trattamento dei dati e consenso informato riguardo gli stessi.

Si delinea quindi, un primo passo importante per l’applicazione dei diritti dei dati dei cittadini europei sancito dal GDPR. Nella fattispecie concreta, infatti, l’autorità francese, dando seguito alla denuncia di due enti no profit francesi ha imputato al sistema Android la mancanza di chiarezza nella collocazione del consenso al trattamento dei dati.

La regolamentazione prevista dall’Europa si pone quindi come obiettivo quello di rimettere al centro il diritto del cittadino nel deliberare dove (e a chi) possano andare i propri dati; l’esigenza della chiarezza di linguaggio e della logica lineare nel trattare le informazioni degli utenti potrebbe, quantomeno, mettere i bastoni tra le ruote a big G e agli altri.

Riprendendo le parole di Franco Pizzetti su Agenda Digitaleè essenziale fermarsi a riflettere sulle scelte fondamentali alle quali le nostre civiltà sono chiamate e alla sfida che il mondo occidentale deve cogliere rispetto a una evoluzione tecnologica che, se lasciata libera di svilupparsi senza una regolazione adeguata, è destinata a travolgere due millenni di pensiero e di visione del mondo.”

Il GDPR, regolamento pioneristico e user centered, può sensibilmente contribuire in questo senso.