Gdpr e rapporti tra le autorità nazionali: il ruolo del meccanismo di coerenza

Fonte: AgendaDigitale

La natura sovranazionale del GDPR e l’esigenza di armonizzare e uniformare i comportamenti evitando asimmetrie applicative ed interpretative deve trovare, nel momento di formazione della volontà dell’Autorità capofila, il punto di contemperazione delle diverse posizioni.

Occorre necessariamente proprio in quella fase da parte di tutte le Autorità interessate, assicurare il massimo sforzo di collaborazione e scambio di informazione per avviare il più ampio confronto possibile con l’obiettivo primario di contemperare le divergenze ed assicurare una decisione condivisa. Evitare il contenzioso dovrebbe essere l’obiettivo primario di un percorso complesso delineato dal GDPR per risolvere conflitti.

Ma non solo: più in generale, il meccanismo di coerenza deve conferire quel respiro europeo che il Regolamento ha voluto introdurre nella protezione dei dati. È infatti parte integrante di un processo che trae origine da uno dei capisaldi del GDPR, l’art.3 che ne definisce l’ambito di applicazione territoriale[1], elemento che, per concretamente ed efficacemente esplicarsi, presuppone una stretta cooperazione tra le Autorità di controllo competenti negli Stati membri, al fine di assicurare che il trattamento dei dati personali sia conforme alle prescrizioni del GDPR. Continua a leggere