GDPR e Adv online, l’attivazione dei dati in sicurezza e in tempo reale sui diversi canali digitali

tratto da Digital4

Se inizialmente l’applicazione del regolamento europeo GDPR ha creato scompiglio nel mercato, a un anno dalla sua entrata in vigore gli attori coinvolti cominciano a realizzare come trarne importanti spunti di miglioramento.

La maggiore attenzione riservata alla protezione del dato ha reso evidente un problema in precedenza nascosto: le aziende devono proteggere i loro dati non soltanto per salvaguardare la privacy degli utenti ma, soprattutto, perché rappresentano uno degli asset digitali di maggior valore.

Dal punto di vista dell’utente, il sentimento che la GDPR ha espresso è probabilmente frutto di una pubblicità data-driven realizzata in maniera inefficiente e soprattutto invasiva. Allo stato attuale, molti utenti si trovano infastiditi da messaggi insistenti su prodotti che hanno già acquistato, o ai quali non sono più interessati. Talvolta è sufficiente un click accidentale su un banner per trovarsi pressati da un marchio non più ritenuto rilevante. Non è sorprendente scoprire che un utilizzo pressante e non armonioso di pubblicità mirata è tra le principali cause dell’adozione degli Adblock, i software che bloccano le pubblicità su internet.

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