Diritto all’oblio e attività di polizia, come equilibrare sicurezza e privacy

Fonte: AgendaDigitale

I dati personali di un cittadino sottoposto a indagini penali (anche se poi scagionato) restano nella banca dati interforze per 20 anni. Una sentenza della Cassazione accende un faro sui limiti di autorità pubblica e sfera privata. Cosa prevedono Gdpr e codice privacy.

Nel novero dei diritti che il GDPR e (prima ancora) il d.lgs. 196/2003 riconoscono all’interessato, si trova all’art. 17 il diritto alla cancellazione dei dati, anche noto come “diritto all’oblio”. In caso di informazioni conservate e trattate dalle autorità nello svolgimento di attività di polizia, interviene la Cassazione con una sentenza che punta al “difficile bilanciamento tra l’interesse collettivo all’esercizio dei compiti di prevenzione e repressione dei reati e […] quello individuale alla tutela della propria sfera di riservatezza”. Continua a leggere