Dati personali senza “passaporto” Ue, GDPR alla sfida diplomatica

Fonte: AgendaDigitale

GDPR e rappresentanze diplomatico-consolari straniere, un tema poco discusso che apre dubbi anche al Garante privacy. Si configurano infatti più interpretazioni sull’obbligo di adesione al regolamento europeo (“General Data Protection Regulation”) per le rappresentanze straniere aventi sede in Italia quando trattano dati personali di cittadini extracomunitari che si trovano nel nostro paese.

Si tratta di una questione che solleva non pochi dubbi interpretativi, posto che la risposta al quesito è da ricercarsi all’interno di una previsione di legge, l’art. 3 del GDPR, parzialmente nuova nel quadro normativo europeo.

Il quesito oggetto del presente contributo introduce un tema poco dibattuto ma, di certo, di grande importanza se solo si pensa alla enorme quantità di dati personali che le rappresentanze diplomatico-consolari straniere con sede in Italia trattano ogni giorno nell’esercizio delle loro funzioni. Come noto, tali rappresentanze non solo costituiscono un punto di riferimento per i cittadini extracomunitari che vivono in Italia ma forniscono altresì una moltitudine di servizi utili per la loro corretta integrazione nel nostro paese e per mantenere i rapporti tra lo Stato cui tali cittadini appartengono e l’Italia. Continua a leggere