Dati non personali, libera circolazione per rilanciare il cloud d’Europa

tratto Agenda Digitale

C’è un “gemello” meno conosciuto del Gdpr, ma altrettanto fondamentale per il Digital Single Market: il regolamento che punta a uno Schengen dei dati anonimi (ex ante o ex post), strategico per favorire il business transfrontaliero delle imprese. Ma serve che l’Italia si affretti a elaborare un framework normativo.

L’entrata in vigore del Regolamento europeo (1807/2018 del 14 novembre 2018) e la pubblicazione recente delle linee guida sui dati non personali sono in grado di aprire la strada a un vero e proprio mercato unico dell’UE dell’archiviazione e dell’elaborazione dei dati. E così creare un settore europeo di servizi di cloud competitivo, sicuro e affidabile e riducendo per gli utenti i prezzi dei servizi di archiviazione ed elaborazione dei dati.

Norme importanti, quindi, anche se hanno avuto un clamore ben diverso dalla sorte spettata al “gemello eterozigote” GDPR.

L’auspicio di Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, e di Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, è quello di una crescita aggiuntiva del PIL dell’UE pari a 8 miliardi di euro l’anno.

L’incipit del primo considerando del Regolamento è altrettanto di impatto quando afferma che: “l’economia si sta velocemente digitalizzando. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione non costituiscono più un settore a sé stante, bensì sono la base stessa di tutti i sistemi economici e delle società innovativi e moderni. I dati elettronici sono al centro di tali sistemi e, quando sono analizzati o utilizzati in associazione a servizi e prodotti, possono generare un ingente valore. Allo stesso tempo, il rapido sviluppo dell’economia dei dati e di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, i prodotti e i servizi relativi all’Internet degli oggetti, i sistemi autonomi e la tecnologia 5G sollevano nuove questioni giuridiche relative all’accesso ai dati e al loro riutilizzo, alla responsabilità, all’etica e alla solidarietà”.

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