Dati giudiziari, fermo al palo il trattamento per i lavoratori

Fonte: AgendaDigitale

Nessun ostacolo in caso di assunzioni nella PA e per lavori a contatto con i minori. Ma situazione di stallo per tutti gli altri contratti. In attesa di un decreto del ministero della Giustizia. Ecco scenario e dettagli.

Il recepimento del GDPR blocca indirettamente il trattamento dei dati giudiziari nei contratti di lavoro. Al momento, le imprese italiane sono infatti tuttora in attesa di un decreto del ministero della Giustizia che legittimi il trattamento in questione nei rapporti di lavoro in tutte le ipotesi oggi non previste dalla legge.

Il vecchio regime privacy all’art 27 del D.Lgs 196/2003 prevedeva che il trattamento dei dati giudiziari fosse consentito anche se autorizzato (oltre che dalla legge) da un Provvedimento del Garante. Il datore di lavoro, in sede di assunzione di un dipendente provvedeva pertanto all’acquisizione dei dati personali relativi a condanne penali passate in giudicato o ai procedimenti penali dei dipendenti nei casi previsti dal Garante Privacy. Il testo di riferimento era la relativa Autorizzazione generale del Garante (l’ultima AutGen n. 7/2016 al trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e soggetti pubblici). Continua a leggere