Coronavirus, così sono a rischio privacy e altri diritti individuali

Fonte: AgendaDigitale

Tra le vittime del coronavirus rischiano di esserci anche i diritti fondamentali e tra questi la privacy. E’ evidente la difficoltà dell’apparato pubblico nel coordinare aspetti organizzativi e gestionali divenuti oggetto di infinite riunioni.

Chiusure scolastiche frutto di decisioni non uniformi e non concertate a livello nazionale e conseguenti impugnazioni; uffici pubblici che hanno sospeso i front office per l’utenza, mascherine vendute a prezzi esorbitanti, assalti ai supermercati e piazze vuote, discriminazioni varie e mancanza di tutele. Cancellazione di voli da parte di compagnie aeree per mancanza di prenotazioni verso il nostro Paese.

Tra Regioni, Protezione Civile, Asl e Ministero, i cittadini di fatto si perdono nella confusione tra chi realmente è incaricato di gestire l’emergenza e per quali aspetti e chi no.

Inevitabile dunque domandarsi fino a che punto un contagio, in una nazione libera, può minare i diritti e le libertà degli individui e condizionare il reciproco bilanciamento tra essi.

Al di là degli aspetti sanitari, vogliamo quindi approfondire quelli legati alla possibile violazione dei diritti individuali che può scaturire dalla richiesta di controlli sanitari, dalla pesante limitazione dei movimenti, dall’obbligo di quarantene.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che poter disporre di informazioni sanitarie attendibili assicura analisi scientifiche affidabili, consente agli epidemiologi di monitorare l’evoluzione della malattia, ai ricercatori di poter sviluppare vaccini e terapie, agli operatori sanitari di alimentare efficacemente la macchina dei soccorsi; non ultimo agli individui di proteggersi. E dunque, in tale contesto, tra i diritti fondamentali a rischio compressione, anche il diritto alla protezione dei dati personali, specie se quest’ultimi sono di particolare natura, assume un ruolo strategico importante tanto quanto delicato.

Vediamo perché. Continua a leggere